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I consigli di Bill e i limiti di Barack

Bill Clinton: “Barack vai dritto per la tua strada”

 

A Washington sono sicuri: lo spettro di una crisi come quella del ’29 è lontano, il default sarà scongiurato. La situazione però è molto delicata. Lo sa bene il presidente Obama che da settimane è quotidianamente impegnato a dialogare con i massimi esponenti dell’economia e della politica statunitense. I Repubblicani, che alla camera sono in maggioranza, sembrano non voler cedere alle richieste democratiche e si dicono pronti a dare battaglia fino alla fine. Nelle parole di John Boehner, speaker repubblicano della camera, è contenuta la posizione del GOP che punta alla creazione di due distinti piani d’intervento.
Il primo è legato alla questione del tetto del debito che, anche a costo di scendere a patti con i democratici, deve essere risolta il prima possibile. La seconda fase dovrebbe invece portare, nei prossimi mesi, alla creazione di un pacchetto di riforme che incentivi le entrate e contenga le spese. Una posizione, quella repubblicana, oggettivamente inconciliabile con la visione dei democratici che temono una ricaduta a livello d’immagine qualora ci si ritrovi ad affrontare un dibattito così impegnativo durante i mesi della campagna elettorale.In questi giorni, complice anche una situazione di totale indecisione politica, differenti personalità del mondo politico ed economico americano hanno

espresso la loro posizione. A fare scalpore sono state soprattutto le parole dell’ex presidente democratico Bill Clinton, il quale, rispondendo alle domande di un giornalista, ha esternato le sue preoccupazioni per la delicata trattativa legata al debito pubblico statunitense e ha provato a dare dei suggerimenti Obama.Anche l’ex presidente durante i suoi mandati ha dovuto affrontare più volte l’ostruzionismo repubblicano e quasi sempre per motivi legati all’approvazione del bilancio. Negli ultimi tre anni della sua presidenza comunque era riuscito a riportare un avanzo di bilancio sorprendente, presiedendo il più lungo periodo di espansione economica in tempo di pace nella storia americana.In questo caso, però, Clinton non ha dubbi: per uscire dalla situazione di stallo

creatasi attorno al dibattito sul debito, Barack Obama dovrebbe procedere in

autonomia, ignorando le scelte del Congresso e, se necessario, sfidando igiudici. In una intervista rilasciata al “The National Memo”, Clinton ha descritto come “unica” questa situazione evidenziandone le differenze rispetto a quanto accaduto durante i suoi mandati. Nel 1995 infatti i repubblicani di Newt Gingrich sfidarono il presidente sulla questione del debito obbligando la camera a ventisei giorni di trattative serrate. Alla fine però i democratici ebbero la meglio e Bill Clinton fu rieletto nelle successive elezioni del 1996, diventando così il primo democratico a vincere un secondo mandato dai tempi di Roosevelt.Questa volta però la situazione politica è differente. Secondo Clinton è il primo caso nella storia americana in cui si fa un uso politico della questione del debito, usato come arma contro il presidente. Ecco quindi l’appello a Barack Obama affinché utilizzi senza esitazione misure decisive entro il giorno della

scadenza, fissato per il 2 agosto. Tra queste, afferma l’ex presidente, anche la via costituzionale con la possibilità di appellarsi al quattordicesimo emendamento, decidendo autonomamente di alzare il tetto del debito pubblico ed evitando di passare per il parlamento.

La disposizione a cui l’ex presidente fa riferimento aveva lo scopo di garantire il pagamento dei debiti dell’Unione dopo la guerra civile e afferma che “La validità del debito pubblico, così come i debiti contratti per i pagamenti delle pensioni, .. non deve essere messa in discussione ”.

Parole molto vaghe o comunque dal significato molto ampio. Ecco perché da

giorni molti esperti di Diritto Costituzionale hanno cercato di dare una visione più completa alla disposizione citata da Bill Clinton. Le teorie sono ovviamente differenti: c’è chi afferma che l’emendamento fosse relativo unicamente alcontesto storico della guerra civile e che viene espressa l’autonomia decisionale del Congresso, non del presidente; e chi dichiara, invece, la totale indipendenza da parte del presidente rispetto al Congresso, indistintamente dall’utilizzo del quattordicesimo emendamento.Barack Obama non sembra orientato a seguire il consiglio del suo predecessore, ma ha comunque confermato di aver discusso dell’opzione costituzionale con i propri avvocati. Naturalmente questa strada potrebbe rivelarsi vincente, ebbene i rischi d’irrigidire i toni di un dibattito già troppo aspro sono fin troppo alti.

July 27, 2011

The Post Internazionale


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Questa voce è stata pubblicata il 27/07/2011 da in America con tag , , , , .
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