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E così il GOP ora vuole una Teocrazia Cristiana

Dall’ex candidato Herman Cain a Rick Perry, passando per Michelle Bachmann. Nelle loro ultime apparizioni in pubblico, i candidati Repubblicani sembrano tutti concordare su un tema comune: senza la fede e l’osservanza della legge morale per gli Stati Uniti non c’è futuro. Una vera e propria Teocrazia Cristiana

NELL’avvincente corsa delle primarie repubblicane i tanti candidati del GOP sembrano convergere spesso su una posizione comune: quella della difesa del codice morale e, talvolta, della prevalenza di quest’ultimo sullo stato e sulla legge.

La prepotente irruzione del tema religioso nella politica americana sembra caratterizzarsi sempre più come elemento centrale nell’agenda politica del partito repubblicano. Da qualche anno, a Washington, l’influenza della “destra religiosa” ha preso sempre più piede, insediandosi nei movimenti Neocon così come nel Tea Party, ed ha raggiunto il proprio apice con l’elezione di G.W.Bush alla Casa Bianca.

Oggi, Obama a parte, non molto è cambiato. I massimi esponenti repubblicani sono accomunati da una linea di pensiero che nel corso degli anni, in politica estera come in quella interna, è riuscita ad ottenere un enorme potere decisionale. Pur apparendo a prima vista come un insieme di gruppi d’interesse autonomi, l’estremismo religioso è formato da una galassia potente che spazia in una moltitudine di settori e va ben oltre la politica. Si pensi solo che uno dei business più redditizi in America è proprio quello che ruota attorno al fondamentalismo religioso, capace di rendere multimilionari decine di predicatori carismatici.

C’è però un filo sottile che lega i sermoni televisivi e le trasmissioni radiofoniche sulla Bibbia con la politica. Da tempo vi è un particolare sodalizio che unisce parte dei Repubblicani al fanatismo religioso. Allo stesso modo, ovviamente, non ci si deve stupire se molti predicatori e molte associazioni cristiane sostengano caldamente le politiche del GOP.

La necessità di ridurre le tasse, la tutela dell’autonomia economica o la denigrazione di alcune politiche ambientali sono cavalli di battaglia anche per le migliaia di associazioni della destra cattolica. La difesa della legge morale da parte delle frange più radicali del Partito Repubblicano è in parte da attribuire all’accesa campagna propagandistica e militare che G.W.Bush mise in atto nel post-Undici Settembre, ma è con l’ascesa del Tea Party che la “tutela alla propria libertà religiosa” (quella cristiana naturalmente) è diventata un mantra per i tanti candidati del GOP.

Un episodio significativo è quello avvenuto lo scorso luglio: durante la campagna elettorale per il governatore dello Stato di New York, il principale candidato repubblicano ha sfidato il rivale democratico sulla costruzione di una moschea a due isolati da Ground Zero. Il problema non era una moschea finanziata da possibili jihadisti o gestita da qualcuno avverso alle politiche americane, ma la moschea in sé. Le accuse iniziali di ipotetici finanziamenti verso fautori dell’estremismo islamico vennero meno. Al loro posto, i repubblicani di tutto il paese portarono avanti una linea comune basata sull’avversione a priori contro una casa di culto islamico.

Altro esempio recente è il “Thanksgiving Family Forum 2012”, svoltosi in Iowa circa due settimane fa, alla quale hanno partecipato molti dei candidati alle primarie repubblicane. Curioso scoprire come i partecipanti si trovassero in totale sintonia sui temi della tutela religiosa e morale.

L’ex candidato Herman Cain ha ribadito che “gli americani religiosi devono combattere contro i non credenti” e Rick Perry ha ricordato che i soli valori su cui si poggiano gli Stati Uniti d’America sono quelli giudaico-cristiani dei padri fondatori.

Michelle Bachmann ha addirittura citato i dieci comandamenti rasentando il richiamo alla pura Teocrazia: “Ho una visione biblica del mondo. È Dio che ci ha creati. Se lui ci ha creati, ha creato il governo e il governo è sulle sue spalle, come ci dice il libro di Isaia”.

A meno di un anno dalle elezioni, perciò, i candidati del GOP, divisi sui più disparati argomenti, sembrano tutti concordare su un tema comune: senza la fede e l’osservanza della legge morale per gli Stati Uniti non c’è futuro. Barack Obama è avvertito.

 

The Post Internazionale 

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