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Primarie 2012, tutti i finanziamenti dei candidati

SETTE mesi di fatica, di spot televisivi, di finti sorrisi e strette di mano. Mesi di interviste, di accuse reciproche, di scandali e di ritiri. La campagna elettorale è anche questo, anzi è soprattutto questo. Non solo il voto, non solo le preferenze, ma anche tutto ciò che ruota attorno al momento elettorale. La parola d’ordine ovviamente è vincere ma per vincere, si sa, ci vogliono i soldi, tanti soldi. Ecco perché ormai da mesi i protagonisti delle primarie del GOP si sfidano parallelamente in un’altra gara. Una corsa più intensa, più crudele, più importante per sopravvivere nelle torbide acque delle primarie: la corsa ai finanziamenti.

Da mesi ormai Barack Obama si conferma inarrivabile per quanto riguarda il budget accumulato tramite donazioni. Tra i Repubblicani invece è guerra all’ultimo dollaro anche se Mitt Romney sembra decisamente in vantaggio per numero di finanziamenti.

I BUDGET

Quali sono stati i budget iniziali raccolti dai candidati?

Osservando i dati diffusi dal NewYorkTimes è possibile notare come Mitt Romney sia il candidato maggiormente finanziato con ben 32,6 milioni di dollari. Subito dietro il governatore del Texas Rick Perry che, nonostante il deludente esordio dell’Iowa e le voci di un possibile ritiro, è riuscito a portare a casa un budget di ben 17,2 milioni di dollari. Anche Ron Paul tiene il passo e si attesta in terza posizione per donazioni ricevute. L’esperto senatore può contare su ben 12,8 milioni di dollari da spendere in questi mesi di campagna elettorale. Nel caso di Jon Huntsman invece, ben 2,2 milioni di dollari, la metà dell’intero budget a sua disposizione, sono stati sborsati direttamente di tasca propria.

BUDGET INIZIALE, SOLDI SPESI E BUDGET ATTUALE DEI CANDIDATI

CHI HA CONTRIBUITO

Negli Stati Uniti il finanziamento dei candidati da parte di lobbies ecorporations è un metodo consolidato da anni. Grandi gruppi industriali, pezzi grossi della finanza e lobbisti del settore miliare staccano cospicui assegni per i candidati da sponsorizzare. Naturalmente ogni settore ha il proprio candidato di riferimento. L’alta finanza, le assicurazioni e i gruppi immobiliari hanno puntato in blocco su Mitt Romney con donazioni da più di sette milioni di dollari. Il settore dell’energia e delle risorse naturali invece ha scommesso sul governatore texano Perry con più di un milione e trecentomila dollari. Mezzo milione di dollari invece è la cifra che Ron Paul ha ottenuto dalle organizzazioni “ideologiche”. Comitati di azione politica monotematici che spesso sostengono singole battaglie come il no all’aborto, la tutela dell’ambiente e il diritto all’autodifesa.

I PAC

Vi sono poi ulteriori modi per reperire risorse utili al finanziamento delle gravose campagne elettorali. Una di queste è la formula dei PAC: i comitati di azione politica. Questi gruppi organizzati raccolgono, a titolo privato, migliaia di dollari per sostenere il proprio candidato. Anche in questo caso Mitt Romney può contare su una maggiore generosità, o lungimiranza, dei propri sostenitori. I suoi comitati hanno raccolto quasi duecentomila dollari. Stessa cifra per Rick Perry, seguito dai gruppi che sostengono Newt Gingrich e Jon Huntsman, destinatari rispettivamente di quarantamila e ventimila dollari. Altra tipologia di PAC è poi quella sviluppata da personaggi influenti e notoriamente vicini a una corporation che privatamente (e non a nome dell’ente o della società che rappresentano) sostengono un candidato. Nel caso di Ron Paul, per esempio, molti PAC sono riconducibilial settore della difesa. E’ invece impressionante  notare come quasi tutti i maggiori gruppi finanziari del pianeta siano tra i primi dieci donatori di Mitt Romney.

ROMNEY, OBAMA E LE LOBBY DELLA FINANZA

In effetti, che qualcosa sia cambiato rispetto a quattro anni fa, è deducibile dall’evidente spostamento politico che i grandi nomi di Wall Street hanno compiuto in tema di donazioni elettorali. I grandi banchieri che nel 2008 divennero essenziali per Barack Obama, finanziando lautamente la sua campagna elettorale, oggi hanno scelto di puntare sui Repubblicani e in particolare su Mitt Romney. Anche noti democratici come il CEO di Jp Morgan Jamie Dimon hanno abbandonato il partito dell’asinello spostando le proprie attenzioni, e il proprio portafoglio, sulla sponda repubblicana. A settembre una fonte anonima confidò al New York Post che “nessuna persona oggi a Wall Street si sognerebbe di appoggiare Obama”. Tempi duri per il presidente che nel 2008 poté contare su quasi 15 milioni di dollari dall’industria della finanza mentre oggi ne ha avuti quasi meno di 1 milione. In compenso però Barack Obama può contare sull’appoggio di grandi gruppi della tecnologia e della cultura come Google e Microsoft oltre al sostegno di numerose università del paese.

I FINANZIATORI DI OBAMA E ROMNEY A CONFRONTO

SU CHI PUNTA WALL STREET ?

Nella campagna del 2008 le grandi banche investirono quasi 43 milioni di dollari sui vari candidati. Oggi le lobbies di Wall Street hanno già sborsato 16 milioni di dollari sui diversi candidati. Romney, ex dirigente di Bain Capital, fino a ottobre aveva raccolto più di 7,5 milioni dollari provenienti dal settore finanziario.

PERCENTUALE SBORSATA DALLE CORPORATION E CIFRA RELATIVA

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