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Sergio’s choice

In una intervista al Corriere a cura di Massimo Mucchetti l’Ad Fiat Sergio Marchionne si lancia in una strenua difesa della sua gestione.

Tanti sono gli spunti interessanti come l’auspicio indiretto della riconferma di Obama: “Ci auguriamo un risultato elettorale chiaro, con la stessa maggioranza al Congresso e alla Casa Bianca. Sennò si fatica a governare” o l’apprezzamento per l’Italia a guida Monti: ..”il nuovo governo, in pochissimo tempo, ha dato al mondo l’idea di un Paese che sta svoltando. Un successo incredibile. Ero a Washington durante la visita del premier Mario Monti. Ha avuto un’accoglienza straordinaria: Monti è stato un’ora a colloquio con il presidente Obama, ha riscosso grandissima attenzione al Peterson Institute, il think tank più importante. L’America è un animale enorme, che tende a percepire tutti gli altri come piccoli. Non è facile che dia tanta importanza ai suoi ospiti” .

Per il Sergio nazionale anche delle frecciatine alla FIOM e al noioso articolo 18 “che c’ha solo l’Italia”. In compenso però Fiat è pronta a inglobare Chrysler, magari con una fusione tra le due aziende o comprando il 100% delle azioni della casa di Detroit.

Certo è, che per l’Ad italocanadese non è il momento di puntare sulla sovra produzione anzi, rinviato il lancio di nuovi modelli a dopo il 2014, c’è solo da dubitare sui gruppi che han puntato sulla grande capacità produttiva: “Peugeot-Citroen, Opel, Renault e la stessa Ford Europe perdono soldi nel Vecchio Continente”

Malinconico finale per l’intervista di Mucchetti. Per Marchionne se non dovessero funzionare le esportazioni per gli States toccherebbe chiudere 2 stabilimenti su 5 presenti nella penisola ( dopo aver già lasciato Termini Imerese) .

Si d’accordo ma quali ?

Ovviamente il buon Sergio non si sbilancia ma si affida al cinema…

“Ricorda Sophie’s choice ? Nel film, alla fermata del treno il nazista chiede a Sophie uno dei suoi due figli. In caso contrario li avrebbe ammazzati tutti e due. Sophie resiste, ma alla fine deve scegliere e passa il resto della sua esistenza con l’incubo di quella decisione. Dunque, per favore, non me lo chieda”.

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Questa voce è stata pubblicata il 26/02/2012 da in America, Pensierisparsi, PressTalk con tag , , , , , , .
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