Raretracce

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Brindisi? Fa qualcosa per il tuo Paese: vota. ( Articolo di Francesca Fornario per l’Unità)

Posto con grande piacere l’articolo che Francesca Fornario ha scritto nella sua rubrica per l’Unità, in cui parla del mio “sfogo” di qualche giorno fa.

Fonte:  http://fornario.comunita.unita.it/2012/05/21/brindisi-fa-qualcosa-per-il-tuo-paese-vota/

«I servizi deviati». «Vergogna!». «Le nuove Brigate rosse». «La Sacra Corona Unita, o una cellula isolata che vuole accreditarsi ora che i vertici sono stati decapitati dagli arresti». «La Mafia che vuole aprire una nuova trattativa con lo Stato». «Sono gli stessi di Piazza della Loggia, della stazione di Bologna, non è cambiato niente, sono sempre loro».

«Vergogna!». «Gli anarchici greci». C’è anche quello che «I Maya lo avevano predetto», e c’è «Libero» che nel sommario, sotto al titolo della strage, tira fuori gli immancabili «estremisti islamici» (lo farà anche oggi, sotto al titolo del terremoto: dirà che sono stati loro»). Nessuno pensa al folle isolato. Nessuno, tra le migliaia di persone che si sono riversate in piazza a

Roma e nelle altre città d’Italia contro chi ha osato colpire la scuola, aspetta le indagini per avanzare ipotesi spaventose. Tutti sanno che le indagini in Italia non scoprono mai niente, o lo scoprono troppo tardi. Sento ventenni parlare della strategia della tensione, li vedo sventolare l’agenda rossa simbolo di quella di Borsellino, andata perduta insieme alla verità sulla sua morte, su tutte le morti per strage. Tutti quelli che sono in piazza, per esperienza o per riflesso condizionato, immaginano l’inimmaginabile. Amo la satira perché si esprime per paradossi, e il paradosso, spiegava Tiziano Sclavi, il papà di Dylan Dog, a chi lo accusava di aver creato un fumetto troppo violento, «Il paradosso è l’unico modo che ci resta per penetrare l’essenza delle cose». Le cose che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni – la corruzione, il razzismo, l’ingiustizia – e che smettono di attirare la nostra attenzione perché sono sempre lì, come i palazzi e gli svincoli delle tangenziali.

Quando però capitano cose come questa, una bomba esplosa davanti a una scuola e dunque a ogni scuola, i paradossi non servono. Perché ci ridestiamo tutti, sgraniamo gli occhi, scendiamo in piazza attoniti, disperati. «Gli eredi di Riina». «Pezzi dello Stato». «Era nell’aria».
Di tutte le reazioni quella che più mi ha colpito è di un ragazzo brindisino, Andrea Lezzi. Nel giorno in cui tutti si scagliano contro la Mafia, i servizi deviati, pezzi dello Stato, Andrea si arrabbia con chi non è andato a votare. Dice: «Fai qualcosa per il tuo paese e poi potrai urlare “Vergogna”». Lo scrive sul suo blog raretracce.wordpress.com. Perché se i colpevoli delle stragi non vengono mai a galla la colpa è di chi le stragi le ha volute, di chi le ha coperte, di chi aveva il potere di indagare e non lo ha fatto. Ma anche di chi ha concesso loro quel il potere votandoli, o non votando affatto.

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Questa voce è stata pubblicata il 23/05/2012 da in Pensierisparsi, PressTalk con tag , , , , , , .
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