Raretracce

Cultura – Politica – Musica / America – Roma – Brindisi

La classe operaia… va in parlamento. Per Antonio Boccuzzi.

La crisi della politica e la degenerazione dei suoi rappresentanti ci ha portato negli ultimi tempi a vedere sempre più con diffidenza il ruolo di chi si impegna nella cosa pubblica. Non è un mistero che si associ sempre più il ruolo del deputato, del consigliere o comunque di chi è impegnato per cambiare questa società a colui che sfrutta la politica per fini personali, per arricchirsi o per mere questioni di potere.antonioboccuzzi
Non sono mai stato un qualunquista e per questo ho sempre creduto che la politica, come il resto delle cose di questo paese, sia fatta da persone leali e da uomini disonesti. Di individui limpidi come il mare della mia terra e da altri scorretti più degli interventi telefonici di Berlusconi a Ballarò.
Per questo ho sempre cercato di andare oltre le prime impressioni, di farmi una idea personale, di capire quanto un uomo sia valido e impegnato nell’ interesse collettivo, soprattutto in politica.
Ho avuto la fortuna di poter conoscere da vicino una persona che, prima di essere un amico, è un deputato al servizio del mio paese. Per questo ho sempre cercato di osservarne il suo lavoro con obbiettività ed interesse.
Quando lo conobbi, cinque anni fa, si apprestava a iniziare il suo nuovo compito. Un lavoro totalmente diverso da quello che aveva sempre fatto dall’età di diciotto anni. Un incarico se vogliamo fisicamente meno logorante ma non per questo meno impegnativo di quello da sempre svolto.
Lui è un uomo della fabbrica, una persona che tra il grasso degli ingranaggi ci è cresciuto. Nella fabbrica ha maturato il suo interesse per il lavoro e per la tutela degli altri, svolgendo compiti sindacali. Sempre nella fabbrica ha coltivato e, drammaticamente, anche perso delle amicizie, in quella maledetta notte del 2007. Averlo come amico nel corso di questi anni è significato incontrarlo nella fretta di un pranzo tra un voto in aula e una relazione in commissione ma mi ha fatto capire quanto egli fosse impegnato per migliorare il mondo da cui proviene. Un impegno che ha portato a cinque proposte di legge da primo firmatario, circa 140 con altri colleghi e oltre a 31 emendamenti. In più numerose interrogazioni, interpellanze, mozioni ed ordini del giorno.
Un impegno concreto che l’ha portato a girare il paese in lungo e in largo occupandosi di questioni scottanti come quelle di Eutelia, Fnac, Carrefour, Tekfor, Askoll e tante altre.
Proprio questo suo impegno su tutto il territorio nazionale ha fatto si che il suo consenso fosse diffuso e generale e non meramente territoriale. Questo aspetto ovviamente non gli è stato di aiuto per le primarie parlamentari in cui i candidati con maggiori legami al territorio hanno fatto da padroni.
Ha così deciso di rinunciare alla candidatura per le primarie, non perché contrario allo strumento in se, ma anzi, perché convinto che queste dovessero essere uno strumento di apertura alla comunità locale e non relegate a conta interna per soli simpatizzanti ed iscritti.
Da cittadino penso che sarebbe un grave errore rinunciare al contributo di Antonio. Penso che un grande partito riformista come il PD non possa privarsi del suo supporto. Mi fido di Antonio, una persona umile, un lavoratore al servizio del paese.

Caro segretario Bersani, diamo un senso a questa storia.

Qui la petizione su Facebook
Qui il sito di Antonio.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 05/01/2013 da in Politicando con tag , , , , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: