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Che fine hanno fatto i 101 traditori del PD?

Sono passati più di due mesi da quell’ormai (tristemente) famoso 19 aprile.
Uno di quei giorni in cui il Partito Democratico è stato in grado di dilapidare quanto di buono fatto negli ultimi anni.
Il primo in cui il primo partito del paese si rese responsabile di una figuraccia politica senza precedenti: la bocciatura di Romano Prodi.
Oggi la rabbia di quei momenti sembra essersi attenuata, le faide interne si sono placate in nome della momentanea soluzione che vede in Guglielmo Epifani il pontiere incaricato di guidare i democratici al congresso.
Tutto finito? Nient’affatto perchè, come scriveva Burno Mafellotto sull’Espresso qualche settimana fa: “la tregua, vedrete, durerà poco”.prodi_occupypd_ans
Intanto stamane Sandra Zampa (storica portavoce dell’ex Presidente e oggi deputata) ha rilasciato una toccante lettera a L’Unità parlando della caduta del 2008 e, soprattuto, dei giorni del voto per il Colle affermando che “non uno di quei 101 traditori ha avuto la dignità di spiegare perché lo ha fatto».
Ecco, il punto è proprio questo. Come scrissi in quei giorni su questo blog in un attacco carico di delusione e amarezza, la mia preoccupazione era che tutti gli errori di quei momenti cadessero nel dimenticatoio.
In effetti se questo non è avvenuto, poco ci manca. Le dimissione di Pierluigi Bersani, successive al fattaccio, hanno di fatto portato in secondo piano le tragiche vicende politiche di quei giorni. Come se il colpevole fosse solo lui, il Segretario.
Certo a Bersani non possono non essere imputate delle chiare ed evidenti colpe, non ultima la folle strategia nella gestione delle candidature al Colle che poi ha, di fatto, portato al caos sull’elezione di Prodi. Ma sarebbe gravissimo pensare che con le dimissioni dell’allora Segretario si sia voltata pagina, si sia chiusa una stagione e ci si trovi già in un’altra storia. Non è così.
Certo le dinamiche interne sono un po’  cambiate ma le diverse fazioni sono sempre in agguato.
Le tante anime del PD sono sempre quelle, anzi, si aggiunge anche quella dello stesso Bersani, pronta ad affilare le armi e tornare in gioco dopo un breve periodo di “obbligato” silenzio.
Chiuderla qui perciò non sarebbe giusto. Non lo sarebbe neanche, e soprattutto, nei confronti dei militanti e degli elettori che in questo Partito hanno creduto. Lo dimostrano le tante iniziative nate a ridosso di quei caotici giorni come le petizioni online o il movimento degli OCCUPYPD.
A distanza di due mesi, quindi, mi chiedo ancora come sia stato possibile tutto ciò ma, soprattutto, come mai la famosa “analisi interna” che tanto caratterizza la Sinistra italiana non ci sia mai stata.
Certo, il prossimo congresso aiuterà ad aprire una discussione forte, chiara, in grado di portare finalmente a una resa dei conti su quei fatidici giorni. O forse no? Forse si cercherà di tenere in piedi quel poco che c’è per non rischiare di riaprire spaccature  insanabili per questo partito.
Aspetteremo (poco) fiduciosi.

Intanto per chi vuole soffrire un po’ ecco il link alla intervista di Sandra Zampa.

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2 commenti su “Che fine hanno fatto i 101 traditori del PD?

  1. Annarita
    28/06/2013

    Per non dimenticare,e farci riflettere ,grazie andrea.
    Annarita.

  2. palma
    30/06/2013

    C’è ancora qualche speranza? Palma

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