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Il rock negli anni ottanta? Uno “Status Quo”

Raramente, in questa rubrica, ho mai parlato di una cover. Mi è capitato di sponsorizzare qualche versione alternativa rispetto a quella da me presentata ma non mi era mai accaduto di parlare fin da subito di un brano riutilizzato da un’altra  band. Lo faccio oggi, perchè, devo dirlo, la versione del 1985 mi piace molto di più e perchè, essa è tutt’altro che una semplice cover, ma bensì è una canzone nella canzone.
Il brano in questione non si può annoverare nel genere pop tipico di questo decennio e di cui ho sempre parlato in questa rubrica ma al contrario, sembra conservare tutto il ritmo e la tecnica dei vicini anni settanta, indiscutibilmente dominati dalla musica rock. Status+Quo+-+Rockin'+All+Over+The+World+-+TRIPLE+CD-395709
La canzone, infatti, appartiene a quell’epoca. Fu lanciata nel 1977 dai Creedence Clearwater Revival, un gruppo rock statunitense attivo negli anni sessanta e settanta. Per la precisione il brano fu prodotto unicamente dal leader del gruppo, John Fogerty qualche anno dopo lo scioglimento della band e un giorno venne ascoltata alla radio da Rick Parfitt, biondo chitarrista degli Status Quo.
Da questo episodio ebbe vita uno dei brani più belli e rappresentativi del decennio, se parliamo di rock leggero. Si pensi solo che il brano fu scelto come apripista del glorioso “Live aid” che nel 1985 portò a una esibizione parallela i più grandi artisti del mondo sui palchi di Philadelphia e Londra.
All’esibizione nel famosissimo Wembley Stadium la band ci arrivò con non poche difficoltà. Difatti i problemi interni al gruppo portarono a una totale riorganizzazione del gruppo  che ripartì con una nuova formazione nel 1985, dopo Wembley. Quella del Live Aid fu quindi l’ultima grande esibizione con la formazione classica del gruppo che, salvo la parentesi londinese, vide l’abbandono di Alan Lancaster, fondatore e bassista del gruppo.
Nonostante le tensioni dovute al periodo particolare, la band mostrò una caratura enorme e realizzò una delle performance più belle della giornata tanto da essere scelta come inno ufficiale della manifestazione. La Vertigo, casa di produzione del gruppo, decise addirittura di ristampare le copie del singolo che ricominciò a vendere a dismisura.
Molto bella, inoltre, fu la citazione dei londinesi Coldplay durante l’esibizione al “live 8” del 2005. Chris Martin, infatti, nel finale di “In my place” regalò un intenso mix con il brano degli Status scatenando l’esultanza dei migliaia di fan assiepati quel giorno ad Hyde Park.
Un modo per omaggiare una band storica ma anche un pezzo di storia del concertone per antonomasia, il “Live Aid” di Bob Geldolf, che gli Status Quo ebbero l’onore di aprire.https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=2kiYAIM4N_A

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