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Dall’Austria a Maradona. Quando la vita è vita!

 Tutto nacque in un garage di periferia: era il 1973 e tre ragazzi con la passione per il rock si incontravano per suonare insieme i brani delle band più note dell’epoca, di solito di Deep Purple e i Colosseum.
E’ proprio iniziando a fare delle cover così impegnative che decisero di mettersi al lavoro e produrre qualcosa di loro. Diedero quindi inizio al progetto “Opus Null” (Opus Zero).
Inizia da qui il viaggio di Walter, Eward e Kurt. Da piccole cittadine dell’Austria come Burgenland o Styria. Iniziano, per più, con arrangiamenti e brani troppo rock così da essere pian piano abbandonati dal trio. 00
Passano gli anni e la band cambia anche alcuni dei propri componenti. Fino al primo grande traguardo nel 1978 con il festival del Rock nazionale e poi, nel 1980, con il primo contratto e un album da produrre, a Hilpostein, in Germania.
Vi starete chiedendo “E gli anni ottanta?”, “E l’Austria? Che centra con il pop, i fondotinta e le strass alla Boy George?”.  State calmi, fate passare qualche anno ed ecco che questa anonima band nordeuropea sforna uno dei brani più noti del 1985. Quella, come ben sapete, fu davvero una grande annata, quella in cui Bob Gedolf era riuscito a portare decine di grandi artisti negli stadi di Londra e Philadelphia per il Live Aid ed anche, appunto, quella in cui gli Opus, gruppo austriaco poco noto fino ad allora, pubblicò “Life is Life”.
Erano passati poco più di undici dalla nascita della band e nessun brano, o quasi,  aveva solcato i confini nazionali. Con “Life is life”, vero e proprio inno alla vita, il gruppo entrò di prepotenza in tutte le classifiche europee arrivando a vette altissime come i primi posti in Italia, Francia, Germania e naturalmente in Austria. Addirittura, per i ragazzi di Graz arrivò l’inaspettato ingresso nella top 40 della classifica USA con un gratificante trentaseiesimo posto.
Racconta uno dei fondatori, sul sito della band, come la canzone fu un dono di Dio che regalò le parole del brano a Ewald Pfleger che, a sua volta, pensò questa canzone per le migliaia di fan accorsi qualche mese prima all’anniversario per gli undici anni del gruppo.
Di questa splendida canzone ci resta un intro riconoscibilissimo e diventato ormai molto noto per essere usato negli eventi con grande presenza di pubblico. Immancabile il coro “Na na nannanà” come spesso accade in Italia con il famoso “alee ooh” sulle note di “Ciao Mamma” di Jovanotti.
Il brano comunque divenne così legato alle manifestazioni sportive da essere spesso utilizzato prima delle gare come un vero e proprio inno allo sport. A tal proposito, per i più curiosi, consiglio di cercare in rete il video di Diego Armando Maradona che, prima della finale Stoccarda-Napoli del 1989, effettua il riscaldamento e palleggia con il suo inconfondibile stile, a ritmo di “Life is life”. Cosa dire di più?

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