Raretracce

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La italodance italiana dei primi ’80: Happy Children.

Ci sono due parole nella musica italiana degli anni ottanta che sono garanzia di successo e vendite. Sono un nome e un cognome: Severo Lombardoni. Capisco che detto così possa non dirvi nulla, possa non ricordarvi nessun brano.
In effetti eglii non era un cantante ma un produttore e talent scout come pochi nell’Italia dei primi anni ’80. Forse non era ai livelli di Claudio Cecchetto o di altri produttori più noti nel nostro paese ma, tuttavia, è stato uno dei pionieri del genere più in voga in quei tempi: la famosa Italodance!happychildren
Artisti come i Visage, Gazebo o Ryan Paris sono stati parte del gruppo di Lombardoni, affermandosi, puntualmente, con brani divenuti famosissimi.
Vi parlo della Italo dance e del suo più noto produttore per arrivare al brano di oggi, che da Lombardoni fu prodotto e curato.
Un pezzo in Inglese, dal testo molto ricercato ma, soprattutto, dall’inconfondibile melodia.
E si, perchè il brano di cui vi parlo oggi è “Happy children”, canzone di Pietro Paolo Pelandi, diventato famoso come P.Lion, che uscì nel 1983 e che fece registrare un successo senza precedenti.
Il suo nome è dato dalla P maggiore che riassume le tre iniziali del nome e cognome e dal simbolo della sua famiglia ( suo padre era di origini nobili), un leone appunto.
Con quasi 3.000.000 di copie vendute in tutto il mondo P. Lion superò i confini nazionali ed Europei.
Ancora oggi il motivetto del brano è utilizzato per spot, sigle e intro di trasmissioni in tutto il mondo. Ne è un esempio la famosa Top50 charts francese che da anni utilizza Happy Children come propria sigla di apertura.
Anche il testo, al contrario di quanto si possa pensare, appare semplice ma molto diretto.
Canta Pelandi nei primi brani: ““Sempre la guerra nel 1983, questo è il mondo di oggi, nella nostra mente ci sono solo i soldi e non c’è niente per te. Dieci ore di lavoro e niente fiori nella testa la vita va avanti senza felicità, ogni giorno si sogna una vita migliore ma rimangono solo sogni..”
Ecco, quindi, che all’interno di uno dei brani più rappresentativi della musica dance italiana ( ma capace di superare spesso le barriere nazionali) si ottiene un pezzo mitico. Dalla musicalità inconfondibile, dal testo interessante e dalla capacità di portare chiunque, in pochi secondi, al centro della pista.

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2 commenti su “La italodance italiana dei primi ’80: Happy Children.

  1. Marco Stizioli
    23/11/2013

    Io non l’ho mai sentita 😦

  2. raretracce
    24/11/2013

    C’è sempre tempo per recuperare 🙂

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