Raretracce

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Chi di Santoro ferisce, di Santoro perisce

“Ci infangano” affermava qualche giorno fa Beppe Grillo in una conferenza stampa.
Ce l’aveva con le Tv nazionali, quelle tanto odiate dal suo Movimento che però ormai esplodono di collegamenti con i deputati pentastellati. Ce l’aveva anche con i giornali, forse anche con le radio, o perché no, con i segnali di fumo o i codici morse.
Insomma, per Grillo sono tutti ad infangare il Movimento. Possibile? Si, potrebbe anche essere possibile.
Come tante volte molte trasmissioni hanno infangato altri protagonisti, altri partiti, altri politici. Che dire della stagione delle bugie del servizio pubblico negli anni di governo di Centro Destra? Di Tg faziosi se ne contavano a decine e di trasmissioni ancora di più. Tuttavia non mi sembra che qualcuno si fosse mai preso la briga di creare una pubblica piazza dove esporre i giornalisti faziosi o ritenuti tali.santoro
Molto spesso questo fango di cui parla Grillo neanche esiste ma, nella maggiore delle circostanze, trattasi unicamente di diverse opinioni o impostazioni differenti di fare televisione o giornalismo.
Perciò, caro Beppe Grillo, le cose son due: o è in corso il più grande complotto mondiale dei media per far fuori il Movimento Cinque Stelle dalla politica italiana, ipotesi molto suggestiva per molti dei tuoi elettori, oppure semplicemente chiunque fa informazione come meglio crede, talvolta in maniera molto obiettiva, talvolta meno. Per riportare una delle citazioni più inflazionate di sempre: “E’ la stampa bellezza”.
Ma a quanto pare l’annoso concetto sembra proprio non andare giù al comico genovese che nella consueta, quanto vomitevole, rubrica online in cui viene ridicolizzato il “giornalista del giorno” ( lo aveva già fatto con una giornalista dell’Unità in maniera vergognosa) oggi ha messo nientepopodimenoche il suo storico amico Michele Santoro.
Alla fine doveva accadere. Dopo anni di felice convivenza il duo Santoro-Grillo è scoppiato.
Lo ha fatto, come prevedibile, nel peggiore dei modi, con la foto del conduttore di Servizio Pubblico sbattuta in prima pagina sul blog di Beppe e condita da diverse frasi di presentazione dell’articolo e culminate con una secca “LA RETE DISTRUGGE SANTORO”. Tutto maiuscolo of course.
Ci risiamo, il miliardario ligure ci ricasca e decide di processare i giornalisti che non gradisce in uno spazio apposito del suo sito in cui attacca, giudica e soprattutto offende chiunque non sia gradito ai fan del movimento.
Santoro, come ben spiegato in questo articolo dell’Huffington Post, è colpevole di aver dato spazio (pochi secondi) ad un operaio di Piombino vicino al PD che ha mosso alcune critiche al movimento del comico genovese.
Ora, passi che in questo paese ognuno possa giustamente considerare di parte un talk show o un telegiornale (e su questo tema con Santoro si sfonda una porta più che aperta) ma da muovere alcune critiche a insultare e screditare, ce ne passa. Inoltre sembra davvero paradossale che tutto questo si abbatta proprio nei confronti del buon Michele, da sempre vicino alle battaglie grilline e con toni più che critici.
Difatti basta leggere alcune delle tristi considerazioni scritte nel Post di Grillo
(per la precisione riporta le dichiarazioni di una certa Paola L. di Verona) per comprendere il metodo sistematico con cui il blog grillino si muove. Tralasciando la bassezza e l’arroganza di alcune frasi del post: ” Beppe non si può paragonare a uno che si mette a mangiar la banana con il sorrisino da ebete” in riferimento alla foto antirazzismo di Renzi di qualche giorno fa, stupisce soprattutto il trattamento riservato al fedele compagno di crociate mediatiche accusato di aver fatto “una cosa vergognosa”, una trasmissione “faziosa” e tanto altro.
Insomma dopo Di Pietro, Rodotà e la Gabanelli adesso è il turno anche di Michele Santoro. Tutti passati in pochi mesi dagli elogi alle sfuriate durissime del Blog di Grillo.
Forse più che “uno vale uno”, il motto grillino dovrebbe diventare: “Ne resterà soltanto uno”. Marco Travaglio e Andrea Scanzi sono avvisati.

 

 

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2 commenti su “Chi di Santoro ferisce, di Santoro perisce

  1. francesco villa
    02/05/2014

    Se effettivamente il signor Mirco Rami è un rappresentante sindacale e pure candidato nelle liste del PD, nella trasmissione Servizio Pubblico, avrebbe dovuto essere presentato in questa veste e non solo e solamente come “operaio della Lucchini”,in quanto in questo caso il suo intervento assume una diversa valenza essendo stato fatto da una persona oggettivamente “di parte”.

    • raretracce
      02/05/2014

      Concordo con lei. Tuttavia il modus operandi di Santoro non diviene noto oggi anzi, mi sorprendo che ci si sorprenda.

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