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Jannacci, la droga e il Milan.

Articolo pubblicato per la rubrica “Walkman” per il blog aromadi80.

Qual è il compito di un grande cantautore se non quello di narrare la realtà quotidiana in ogni suo aspetto, anche quello più crudo e doloroso?
Raccontare anche, per esempio, di chi ce l’ha fatta, di chi è uscito fuori dal tunnel, mettendo la parola fine ad un incubo come quello della droga che negli anni ottanta aveva un nome più chiaro e si chiamava Eroina.
Come difficile, se non impossibile, sembrava provare a descrivere tutto ciò in musica per raccontare il momento più bello quando, cioè,  si riesce a dire la parola fine. Il mondo di chi ritorna a vivere, di chi si riaffaccia nel caos del lavoro quotidiano e ricomincia a rapportarsi con la gente.
E’ questo l’attimo esatto che la canzone di oggi prova a raccontare: le mille difficoltà che si ritrova a vivere chi esce dal tunnel della droga.
E chi poteva farlo se non un grande paroliere come Enzo Jannacci. Lui che tra l’altro dichiarò “Mi si rivolsero diversi che volevano uscire dalla droga. Ne ho tirati fuori 70”.jannacciMilan
Il grande cantautore milanese, anche bravo medico, esce nel 1989 con un brano intenso: “Se me lo dicevi prima”, titolo che da il nome anche all’album di quell’anno.
Una canzone penetrante, dunque, che dopo tanti approfondimenti dedicati alla musica pop internazionale, volevo raccontare e omaggiare in questa mia rubrica. In fondo, sempre di anni ottanta si parla.
Che dire allora? Il solo titolo del brano è in grado di dirci tutto. Quante volte dopo un errore, una caduta, ci si è sentiti rispondere: “Beh però, se me lo dicevi prima sistemavamo tutto”?
Ecco, Jannacci prova a raccontare proprio questi momenti in cui si ritrova chi chiede aiuto dopo un brutto momento. E lo fa a modo suo, da artista sempre interessato al sociale tanto da affermare che le sue cose erano “fuori dal comprensorio” e che finché avesse avuto la forza si sarebbe dato agli altri e “con la musica” sarebbe stato “dalla parte di chi fatica”.
Lo fa benissimo a fine anni ottanta con questo grido di speranza che in realtà si conclude con una amara riflessione: “ti sei sentito solo, in mezzo a tanta gente, sì ma guarda che di te e degli altri a questa gente, non gliene frega niente”.
Ma nonostante tutto si è tornati a vivere di nuovo e quindi, aldilà di tutti i problemi finalmente “è ancora bello quando ride un figlio”, “quando parla Gaber” o più semplicemente, “quando vince il Milan”, frase diventata poi un coro famosissimo in curva sud.
Il Milan appunto, una delle più grandi passioni di Enzo Jannacci, insieme al Karate.
Lo stesso sito rossonero fu tra i primi, lo scorso 29 Marzo, a mettere a lutto la propria homepage e commemorare il grande maestro meneghino con un bellissimo ricordo.milan
D’altronde che il calcio fosse parte integrante della sua vita, noi giovani tifosi lo sappiamo bene. Chi di noi non ha cantato per anni “Quelli che..” ? Canzone che faceva da sigla alla omonima trasmissione di Fabio Fazio e che scorreva mentre in tv andavano in onda gli ingressi delle squadre in campo.
E poi, ancora, quel “Luci a San Siro” cantata con l’interista Vecchioni.
Ma il Milan per Jannacci era davvero qualcosa di speciale tant’è che aldilà della citazione in “Se me lo dicevi prima”, lo si può ritrovare in un suo altro grande brano: “Vincenzina e la fabbrica” dove oltre a parlare dei rossoneri, viene citata una loro storica bandiera: Gianni Rivera.
Peraltro il testo verrà anche modificato passando da: “Zero a zero anche ieri ’sto Milan qui, con Rivera che ormai non mi segna più..il padrone non c’ha neanche ‘sti problemi qui” a “Rivera non mi gioca più” nel periodo Berlusconiano quando questi, ormai adulto non fu neanche considerato per il ruolo di dirigente.
A proposito di Mr B. una volta lessi su un blog che quando fu chiesto a Jannacci del suo rapporto da uomo di sinistra col presidente lui rispose semplicemente: “Non è che se Berlusconi si mette a fare il vino, a me non piace più bere”. Risposta ineccepibile.
Per chiudere come non citare il mitico brano “Mi-mi-la-lan” inno ufficiale della società rossonera per molti anni e scritto proprio da Jannacci. Insomma, una vita per il sociale, per il calcio e per la musica.
E su questo esempio si conferma anche l’ultimo inedito: Desolato, prodotto dal figlio Paolo con J-Ax, da sempre suo grande estimatore.
Un canto di dolore, una descrizione perfetta della società di oggi e della condizione precaria che vivono i giovani. Un omaggio che contiene versi inediti cantati da Jannacci e le caratteristiche strofe rap arrangiate dalla gloriosa voce degli Articolo31.
Nel video il silenzioso omaggio di tanti artisti tra cui Ligabue, Jovanotti, Max Pezzali ma anche Claudio Bisio e Ale e Franz che semplicemente compaiono nella clip prestando il proprio volto per un grande e indimenticabile artista.

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3 commenti su “Jannacci, la droga e il Milan.

  1. Andrea chiavarini
    12/11/2016

    Enzo Jannacci praticava il judo e non il karate

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