Raretracce

Cultura – Politica – Musica / America – Roma – Brindisi

Se muori al sud è colpa tua. Bifolco, il meridione e i tanti pregiudizi stagnanti.

Sono passate solo poche ore dalla tragedia immane di Napoli nella quale un diciassettenne ha perso la vita in circostanze ancora poco chiare. Un ragazzino colpito per non essersi fermato all’alt dei carabinieri, un agente giovanissimo con un grosso peso sulla coscienza e un quartiere in subbuglio.
Aldilà dell’accaduto in se, sulla quale ogni altra parola sarebbe totalmente superflua, ciò che più mi ha colpito sono state le tante reazioni alla vicenda.
Solo in un paese frammentato e ancora così profondamente diviso nelle sue enormi differenze socioculturali, una tragedia così grande, sulla quale la migliore reazione sarebbe stata il silenzio e il rispetto per quanto accaduto, poteva sfociare nell’ennesimo pretesto per stupidi scontri ideologici legati a retaggi culturali ormai totalmente fuori luogo.
E badate bene che non mi riferisco alle reazioni, comunque tristissime, della gente comune.
Magari a quei commenti agli articoli sui Social Network nella quale emerge il peggio di questo paese e dove è possibile leggere qualunque cosa: dalle frasi inutilmente moraliste tipo: “però il ragazzo non si è fermato all’alt”, sino  ai commenti più stupidi ancora come: “solo al sud poteva accadere!”.
Ecco, sebbene ci sarebbe da approfondire il grado di malvagità e ignoranza che spesso si può raccogliere nei commenti del web, ciò che mi ha davvero stupito è stata la modalità con cui la stampa nazionale, alcuna politica, e i cittadini, hanno commentato un avvenimento così drammatico.
E allora come non citare Matteo Salvini che su Twitter, come da tradizione, ha dato il peggio di se con commenti di questo tipo:
ImmagineCome tollerare che un rappresentante del nostro paese in Europa possa esprimersi in questi termini?
Come tralasciare quel “ma” che lascia intendere una giustificazione, una possibilità di poter morire perché non si è rispettata la legge?
Come detto, quindi, sembra che ogni volta che vi sia un caso drammatico che in qualche modo coinvolga il Sud del paese, una certa classe politica ( e dalla Lega Nord ce lo si può anche aspettare) ed una certa stampa non aspettino altro che sparare a zero sull’intero sistema sociale del meridione.
Non ci va lontano Pietro Senaldi del quotidiano “Libero” che in un articolo (sic) di ieri ha commentato la morte del povero diciassettenne napoletano imputando l’accaduto alla Città di Napoli dove “è nelle cose girare senza casco e viaggiare sulla sella di un latitante e a fianco di un pregiudicato”.
Come se quanto appena detto ( ammesso che sia tutto vero) possa giustificare quanto avvenuto subito dopo.
Sinceramente sono sempre più schifato da questo tipo di generalizzazioni senza alcun fondamento.
Luoghi comuni intrisi di razzismo e malafede che, guarda caso, emergono sempre quando si parla di Sud e, ancor più, di Napoli.
Per carità, è innegabile che in molte zone del paese il concetto di legalità sia molto labile, su questo non ci piove. Ma da ciò ad affermare che il ragazzo ucciso se la sia cercata ce ne passa.
Allo stesso modo fanno un po’ pena anche tutti coloro che, ogni qual volta accade un caso di cronaca, sono pronti a fare demagogia spicciola e inutili e retorici paragoni. Vedasi il commento, poi cancellato, del saggista Fusaro su Twitter.
In realtà il tema del contesto sociale nella quale casi di questo genere si sviluppano è molto più complesso e non può puntualmente ridursi a una mera banalizzazione da 140 caratteri dove fare emergere pochezza o malafede, e talvolta anche entrambe le cose contemporaneamente.
Se invece si guardasse con serenità e senza schemi mentali già strutturati, la vicenda del povero Davide può insegnare tanto. Può dare origine ad una riflessione più profonda su un malessere sociale che da decenni, se non da secoli, abita certe zone del nostro paese. Un malessere spesso risultato di anni di totale abbandono da parte dello Stato verso intere fasce della società.
Allo stesso tempo però, non possiamo dimenticare che il contesto sociale in cui l’omicidio del diciassettenne è avvenuto è solo un contorno di questa orribile vicenda. Non si possono ignorare, difatti, le probabili colpe di un agente forse troppo inesperto per rapportarsi con contesti del genere. E su questo Gramellini ieri ha scritto una interessante riflessione.
Insomma, anche quando le colpe, o comunque le responsabilità di un fatto gravissimo sono obbiettivamente legate all’ennesimo “errore accidentale” di un tutore dell’ordine ( sulla quale naturalmente vi saranno indagini e chiarimenti maggiori in futuro), non si perde occasione per scatenare le proprie frustrazioni e il proprio disprezzo per una parte di questo paese.
Una parte che quando vuole, e lo vuole spesso, sa dimostrare di che pasta è fatta.
Nelle stesse ore dell’omicidio del povero Davide, infatti, a pochi chilometri di distanza si festeggiava un successo straordinario, portato avanti da un volenteroso professore dell’Università Federico II di Napoli che, con un suo alunno, ha battuto 1400 rivali aggiudicandosi il primo posto e un riconoscimento prestigiosissimo ( qui la storia per intero).

Insomma, nonostante la rabbia e la sofferenza quotidiana, per fortuna, come cantava Rino Gaetano, “Anche questo è sud”.

Annunci

2 commenti su “Se muori al sud è colpa tua. Bifolco, il meridione e i tanti pregiudizi stagnanti.

  1. Antonio Morelli
    12/09/2014

    Con tutto il rispetto, ma cosa avrebbe detto di così scandaloso Salvini, che pure simpatico, di certo, non mi sta?

    • raretracce
      13/09/2014

      A me pare che con il suo “ma” la frase assuma un senso differente. Quasi a rendere consequenziale l’accaduto al non rispetto di un obbligo come è quello dell’alt a un posto di blocco ( ancora, comunque, tutto da dimostrare).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 07/09/2014 da in Pensierisparsi, PressTalk con tag , , , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: