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Brindisi e il suo centro storico, eppur (qualcosa) si muove

Sono mesi, se non addirittura anni, di grossi cambiamenti per la città, specie per la parte più antica e centrale. Pian piano si sta raggiungendo l’antico obbiettivo di creare quella che da tanti anni era stata definita la “città d’acqua”, una realtà in grado di diventare più bella e funzionale seguendo il comune denominatore che da sempre la caratterizza: il mare.tempio
Qualcosa si muove, quindi, e si muove in più direzioni.
Partiamo da quella turistica: nonostante il gap enorme percepibile rispetto alle realtà a noi vicine, basti guardare a nord verso la Valle d’Itria, le presenze in città aumentato notevolmente e con esse, per fortuna, anche un migliore impiego delle risorse culturali. Un esempio su tutti è quello che, per me, resta il monumento più bello di Brindisi: il Tempio di San Giovanni al sepolcro che, qualche settimana fa, è stato insignito del certificato di eccellenza 2014 dalla piattaforma online Tripadvisor.
Un orgoglio non da poco che aumenta ancor di più se ci si sofferma a leggere le tante recensioni positive e i commenti entusiasti di coloro, quasi tutti turisti non locali, che l’hanno visitato nei mesi passati.
Inoltre, novità degli ultimi mesi, tra poco si potrà visitare anche il giardino del Tempio. Un piccolo agrumeto adiacente al Tempio e acquistato dal comune per una bella idea dell’architetto Marinazzo. Qui, tutta la storia.
Comunque, anche io questa estate ho portato dei miei amici milanesi a scoprire questo piccolo gioiellino della nostra città. Inutile dire quanto sia piaciuto ai miei ospiti insieme alla caratteristica (specie d’estate) Piazza Mercato.
Altra novità di questi giorni è l’apertura di uno spazio del tutto dimenticato dalla città e da molti totalmente ignorato, da me in primis.
Parlo del chiostro della Chiesa di San Paolo che, materialmente, si trova nella parte interna all’ex questura di Piazza Dante.
Tralasciando la mia fissazione per quanto dovrebbe e potrebbe essere valorizzata maggiormente la ex piazza della sottoprefettura, il nuovo spazio inaugurato oggi è qualcosa di bellissimo.
Un nuovo chiostro che potrà essere senz’altro adibito a spazio espositivo, luogo culturale e ricreativo.
A tal proposito leggevo che una parte degli stabili sarà utilizzata per gli uffici della (ex) Provincia, alla quale spetta la gestione degli spazi.
Premesso che la provincia ha già il suo bel palazzo, spero davvero che più che un luogo di mera attività burocratica dove, talvolta, poter sviluppare iniziative culturali divenga esattamente l’opposto: un luogo di cultura dove, nella peggiore, poter inserire qualche ufficio amministrativo.
Restiamo, comunque, in attesa di aggiornamenti sulle modalità con cui l’ente provinciale ( fresco di nomina del nuovo presidente ) decida di sfruttare i nuovi spazi. Qui l’articolo e la bella gallery degli spazi recuperati.
Altro capitolo: la Chiesa (bellissima) di Santa Teresa.
Prima di ripartire per Roma, in un giro in bici, mi son fermato nella piazza per scattare qualche foto ( tipo questa qui sotto ).
Per me resta uno degli edifici più suggestivi, specie nel complesso dell’intera Piazza Santa Teresa che, dalla omonima Chiesa, si sviluppa comprendendo il Palazzo dell’archivio di Stato (in verità più bello dentro con il suggestivo chiostro, che all’esterno) per tutto il piazzale sino a girare sulla sponda opposta verso il palazzo della Provincia e, subito dietro, il già citato Chiostro dentro l’ex palazzo del Governo.
Insomma, quella che dovrebbe essere la Chiesa fulcro di questa zona particolarissima del centro storico, è oggi semi abbandonata o meglio, sconsacrata e gestita da una associazione locale ma in maniera molto limitata.foto(2)
Di questo ne ha parlato qualche giorno fa Marco Greco nella sua rubrica “Diario di Bordo” per Brundisium.it , qui l’articolo completo con ulteriori informazioni sulla struttura e su quanto di bello sia ancora contenuto al suo interno.
A proposito di palazzi del centro storico e di chiostri, proprio vicino a quello più noto e interessante del centro storico, quello di San Benedetto, vi è un palazzo da anni in stato di abbandandono.
Per tanti anni mi son trovato a percorre quella strada e , puntualmente, mi chiedevo come mai una struttura così grande e, potenzialmente, bellissima giacesse da anni in condizioni di degrado.
La risposta penso sia da trovare nella mancanza di risorse da parte dell’amministrazione locale.
Il complesso di cui sto parlando è quello della ex caserma D’Andria, il Palazzo Carafa, dove qualche annetto fa vi era la caserma della Polizia Stradale.
Un luogo abbastanza anonimo che, probabilmente, potrebbe sfuggire ai più.
Invece, alle spalle di una facciata relativamente semplice ( anche se spicca comunque un grosso stemma in pietra sul portone principale) si nasconde un complesso molto grande caratterizzato da ben due corti di cui una, la più grande, sarebbe perfetta per utilizzi di vario tipo: da quello ricettivo a quello turistico ed espositivo.caserma
Anche su questo aspettiamo aggiornamenti.
Intanto qui una descrizione sullo stabile sul sito Itaturismo.it
Ora sta all’amministrazione locale cercare di mettere in rete le tante nuove attrazioni che pian piano stanno ritornando alla luce nel nostro centro storico e non solo, pensiamo finalmente all’acquisizione ufficiale da parte del comune del monumento al marinaio.
Si potrebbe ipotizzare, così, un tour itinerante tra le tante “nuove e vecchie” bellezze della città, perché no, magari proprio in bicicletta ora che la città dispone anche del sistema di Bike Sharing.
Il tutto per valorizzare sempre più spazi “nuovi” del nostro centro cittadino, sull’esempio di quanto ben fatto per il complesso dell’ex convento Santa Chiara.
Intanto, qualcosa di molto interessante è stato fatto qualche tempo fa con l’evento In-chiostri che ha diffuso eventi culturali in diversi luoghi della città, riuscendo a rendere fruibili luoghi insoliti per dei concerti o delle esposizioni, come la chiesa di San Benedetto.
Un’ultima nota, questa si, un po’ negativa.
Nei tanti giri da turista acquisito fatti durante l’estate, ho notato una spiacevole costante: sia al Monumento al Marinaio che al Tempio di San Giovanni al Sepolcro, sia a Palazzo Nervegna che agli scavi sottostanti il Teatro Verdi, il personale di guardia ( o, per meglio dire, di accoglienza) si è mostrato poco cordiale se non addirittura totalmente estraneo al contesto, come un pesce fuor d’acqua.
Poco affine all’interazione con i turisti e, ancor di più, con persone straniere ( al massimo si riusciva a sentire un italiano appena sufficiente).
Bene, non lo dico con voglia di giudicare persone che lavorano onestamente, ci mancherebbe. Mi permetto solo di riflettere su quanto possa essere positivo utilizzare, per mansioni come queste, degli appositi operatori, invece che impiegati improvvisati che potrebbero benissimo occuparsi di altro.
E inoltre, in aggiunta a persone maggiormente qualificate si potrebbero coinvolgere anche altri attori.
Lo dico pensando a quante iniziative si potrebbero sviluppare con le associazioni locali, con i volontari e, soprattutto, con le scuole. Pensando, magari, ad una convenzione, ad una serie di accordi per far cimentare anche gli studenti di scuole dall’indirizzo artistico o linguistico.
Quale migliore esperienza della prova diretta a contatto con turisti e stranieri ?
Ciò che vedo, quindi, è questo.
Un modello in crescita, pensando di coinvolgere la città, e quindi i propri ragazzi, le proprie strutture, in un grande piano di fruizione della cosa pubblica per provare, pian piano, a partire davvero con il rilancio del centro cittadino.

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Un commento su “Brindisi e il suo centro storico, eppur (qualcosa) si muove

  1. Ubaldo Gentile
    22/10/2014

    Bravo Andrea, sono sicuro che se tutti i giovani di Brindisi prendessero anche loro una bike e si girassero la “loro” città potrebbero vedere e scoprire cose inaspettate e tali da indurli a difenderla di più con parole idee e comportamenti.

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