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Quando l’ordinario diventa straordinario

Articolo pubblicato per Agenda Brindisi. Qui il link al versione PDF del settimanale.

Se da una parte la mancanza di senso civico attanaglia questa città, dall’altra, probabilmente, si pecca di fiducia verso chi dovrebbe e potrebbe controllare. Due settimane fa c’era voluto l’intervento di questo giornale, e l’interessamento del Presidente del Consiglio comunale, per smuovere la situazione francamente indecorosa dei parcheggi abusivi in Via Duomo.  E’ un paradosso che nei duecento metri più frequentati dalle autorità locali – che conducono dal Comune a Palazzo Nervegna – sussista una situazione perenne di sosta selvaggia, specie a ridosso di un palazzo storico e dall’alto valore simbolico ed affettivo per la città.
Premesso che in una paese normale è già assurdo che si debba intervenire laddove esistono delle regole e sussistono dei cartelli stradali ben visibili, ma, addirittura, la toppa è stata ben peggiore del buco.
Dopo la segnalazione si è intervenuti con l’apposizione di un cartello (esattamente accanto a quello già esistente) e 4-5 transenne lungo il percorso. Un pugno nell’occhio in una delle vie più antiche e famose della città oltre che un insulto all’intelligenza dei cittadini. La domanda nasce spontanea: che bisogno c’era di un intervento così grossolano invece di far semplicemente rispettare le regole? A chi di dovere, si chiede unicamente di vigilare, fare le multe ed assicurare il rispetto della cartellonistica stradale, da sempre ben visibile in quel tratto urbano.
Si dice che quando lo straordinario diventa ordinario è in atto una rivoluzione. Beh, sicuramente è vero il contrario: quando l’ordinario diventa straordinario allora abbiamo un problema. E in questo siamo molto simili a Roma dove il singolo intervento di pulizia di una strada, i piccoli lavori in una piazza, vengono enfatizzati, da chi ci governa, come dei grandi risultati, quando dovrebbero essere unicamente parte delle normali attività di un amministratore. Intanto, come documentato da alcune foto sui social, qualche giorno fa la situazione era di nuovo come prima, se non peggiore: con tutte le auto al loro posto e in più – capolavoro dei capolavori – le transenne accostate sulla facciata di Palazzo Nervegna. Insomma cattivi rimedi per cattive abitudini.
Un discorso estendibile a tante altre zone di pregio della città: da Piazza Duomo a Piazzale Lenio Flacco, da Piazzetta Colonne a Via San Giovanni al Sepolcro, sino a Piazza Mercato.
Tutti luoghi dove, sia chiaro, dovrebbe essere in primis il cittadino a non parcheggiare. Ma si sa, l’educazione civica, o il minimo amore per la propria città, non sono valori intrinseci in tutti i brindisini.
Al sottoscritto, circa un mese fa, capitò di passare per piazza Duomo, gremita di auto fino all’inverosimile. Fatto presente il problema e richiesto l’intervento ad una volante della Polizia Municipale, mi fu risposto che sarebbe stato meglio attendere la fine della funzione, per far defluire il traffico normalmente e liberare la piazza. Beh, se questo è il modus operandi di cosa ci stupiamo?
Ai nostri amministratori non si chiede certamente di emulare le gesta dei c.d. “sindaci sceriffi” alla Zanonato o alla De Luca, intenti per anni a vigilare e denunciare, andando per le strade in prima persona. No, sarebbe chiedere troppo.  Si pretende il minimo sindacale: l’attenzione per le piccole cose, per il decoro e la cura della città.  Come direbbero i nostri antenati: facta non verba.

 

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