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Buoni propositi per l’anno nuovo

Articolo per Agenda Brindisi.

I primi giorni dell’anno sono quelli in cui, dopo aver tirato le somme per il periodo appena concluso, elaboriamo i buoni propositi da sviluppare nei prossimi dodici mesi.
Guardando in casa nostra, cosa augurarci per noi brindisini? Cosa poter davvero sperare per la nostra città?
Dovessimo esaminare i singoli problemi della comunità, non basterebbero chilometri di pagine per elencare le migliorie da poter desiderare. Ma, a dirla tutta, l’augurio più grande che da cittadini possiamo farci, è che questa città, e quindi la sua comunità, possa ritrovare quel senso di appartenenza ormai smarrito.
Da troppi anni, infatti, per molti di noi è andato perso quel minimo senso civico, quell’orgoglio cittadino, che, invece, è fortemente radicato all’interno di tante altre comunità limitrofe.
Un concetto che va interpretato in tutte le sue declinazioni: l’impegno per la città, l’investimento nelle sue attività, la capacità di andare oltre la sterile critica contro tutto e tutti (cosa in cui noi brindisini siamo bravissimi) per impegnarsi in prima persona nella propria comunità. E poi, ancora: il desiderio di godere delle bellezze della città e, soprattutto, la voglia di rispettarla.
Lo aveva detto anche la nostra Sindaca in campagna elettorale: “Credo in una Brindisi normale, dove senso civico, decoro ed onestà siano principi ispiratori nell’agire sia degli amministratori che dei singoli cittadini: io lavorerò per questo”, anche se, ad oggi, davvero poco sembra essere cambiato.
Tuttavia siamo abituati a scaricare le colpe sulla politica (e in effetti, nel nostro caso, non avremmo nemmeno tutti i torti), ma dimentichiamo un aspetto fondamentale: non solo i nostri politici sono la rappresentazione plastica del corpo elettorale, ma in alcuni casi, nulla possono dinanzi all’inosservanza (quasi) generale delle regole del vivere civile.
Si sa: civiltà e controlli vanno a braccetto. Può mancare la prima, ma se ci sono i secondi, allora molti elementi di disagio verranno meno. Tuttavia, in molti casi, è il cittadino il primo vigilante di se stesso.
Nei giorni delle promesse, i fioretti, o gli auspici per il nuovo anno, se c’è una cosa che davvero i brindisini devono chiedere a loro stessi, perciò, è proprio quella di impegnarsi di più per la collettività.
Lo si può fare in tanti modi, ognuno in base al proprio ruolo nella società, ma ogni piccolo gesto avrà la sua importanza. Se solo negli anni cinquanta la città fosse scesa in piazza contro gli scempi urbanistici voluti dalle amministrazioni di allora, ad esempio, probabilmente oggi avremmo ancora tantissimi palazzi antichi ed un centro storico da fare invidia a molti.
Per quanto possa sembrare retorico, perciò, essere brindisini è un onore che va vissuto, quotidianamente, con impegno e responsabilità: interessandosi alle vicende politiche, denunciando quando ci si trova dinanzi a casi di malaffare, spendendo nei negozi cittadini, e curando in prima persona i luoghi comuni.
Ci riusciremo? Nelle sole ultime ore abbiamo assistito a un divano abbandonato sul ponte di Via del Mare, alla sporcizia dilagante nel sottopasso della Stazione, al furto del computer nel centro di aggregazione del Paradiso e tanto altro. Un elenco più che rappresentativo di come il concetto di rispetto della cosa pubblica sia del tutto sconosciuto a molti brindisini. Ma c’è sempre tempo per cambiare e migliorare.
Perché non provarci? Magari è l’anno buono.

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Questa voce è stata pubblicata il 17/01/2017 da in Articoli su Brindisi con tag , , , , .
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