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La grande bruttezza

Articolo per Agenda Brindisi.

“Sono giorni duri, sono giorni bugiardi”. Cantava così Ivano Fossati in un brano – Cara Democrazia – tanto amaro per quanto, decisamente veritiero. Sintesi perfetta, e forse, colonna sonora ideale per raccontare gli ultimi accadimenti alla quale, nel giro di poche ore, hanno dovuto assistere, inermi, i brindisini.
Tra video “rubati” e poi scomparsi, riunioni politiche degne degli incontri condominiali del Ragionier Fantozzi e dichiarazioni al vetriolo, le ultime ore tendono a confermare quanto, ahinoi, sembrava ben evidente da tempo.
L’assenza, cioè, di una maggioranza politica, ma anche, dall’altro lato del Consiglio Comunale, l’incapacità di fare una opposizione unitaria nel momento del bisogno. Lo dimostrano le tragicomiche riunioni dei diciassette consiglieri intenti a mettere la parola fine all’esperienza dell’amministrazione Carluccio.
Ognuno con una propria idea, ognuno pronto a dirsi d’accordo sui social network, salvo poi rimettere tutto in discussione al momento della scelta finale.
“Manca la capacità di sintesi”, riassumeva lucidamente Lino Luperti, a margine del primo incontro col notaio. Abbandonando il tavolo prima di essere inseguito, se non quasi supplicato, da due big di peso dell’opposizione.
Sono giorni duri, quindi, ma anche paradossali. Chi l’avrebbe mai detto, infatti, che dopo una campagna elettorale così velenosa si potesse assistere alle scene di questi giorni? Con due ex candidati sindaci rivali, intenti a convincere, a “bordo auto”, “il grande nemico” Luperti.
Meriti della politica, o, più probabilmente, della politica brindisina, chissà.
Certo è, che sarebbe stato divertente, stamane, poter osservare la faccia di Michele Emiliano, nel vedere l’emblematica foto che ritraeva il “suo” candidato affacciato nell’auto dell’ex assessore all’urbanistica della Giunta Consales. Da lui quasi quotidianamente bersagliato nel corso dell’ultima velenosa campagna elettorale.
Corsi e ricorsi storici per un episodio che, con le mille dovute differenze, ricorda la sciagurata foto di Bersani abbracciato ad Alfano nei giorni dell’elezione di Napolitano al Colle. Un’immagine che costò giorni di polemiche interne al Partito Democratico e duri attacchi al segretario Pd, già parzialmente sconfitto dal risultato elettorale della “non vittoria” del 2013.
Paradossi a parte, fa specie constatare, in una fase così decisiva, l’assenza del centrosinistra cittadino. Soprattutto il Pd – ma non solo – che avrebbe dovuto sfruttare tutta questa mirabolante situazione di caos per dimostrarsi credibile e votabile alle prossime elezioni, perde un treno importantissimo, lasciando l’intera battaglia per la caduta dell’amministrazione Carluccio ai transfughi della maggioranza e giocando un impalpabile ruolo da comprimario. Una situazione che ricorda un quella dei democratici capitolini durante gli anni della infausta Giunta Alemanno a Roma.
E mentre la politica cittadina sprofonda in una delle crisi più buie degli ultimi anni, in città la tensione sociale aumenta sempre più: rapine, furti e arresti per i reati più disparati, sono ormai all’ordine del giorno.
Una coincidenza? Probabilmente non del tutto. Quando su temi cruciali come lavoro, stabilità, economia locale ecc. la politica non da risposte, il rischio del degrado civico e morale è sempre dietro l’angolo.
Specie in una città come la nostra, da sempre avvezza a pericolosi crolli sociali.
L’auspicio, quindi, è che si esca quanto prima da questa situazione e che termini presto questo film horror.
Un film che dal titolo ovviamente scontato: “La grande bruttezza”. Nulla più.
articolo-21

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