Raretracce

Cultura – Politica – Musica / America – Roma – Brindisi

Insulti razzisti sui social: triste abitudine

Da qualche giorno in città si parla molto di un triste e feroce fatto di cronaca avvenuto nei pressi della stazione ferroviaria e riguardante la violenza subita da un giovane italiano da parte di due uomini (peraltro anch’essi molto giovani) di nazionalità pakistana.
Sorvolando sull’accaduto in se – non perché sia di lieve gravità, ma perché merita rispettoso silenzio oltre che il giusto trattamento da parte delle autorità competenti – ciò che stupiscono, sono i toni e le reazioni nate attorno a questa vicenda.
Come prevedibile, accanto al fatto in se, si è sviluppato un grande polverone mediatico, autoalimentatosi all’interno dei commenti social sulle pagine dei maggiori siti di informazione cittadina.
Decine di interventi, attacchi, riflessioni. Insomma: il popolo della rete, come spesso accade in questi i casi, ha dato il peggio di se, ragionando quasi unicamente di pancia.
E quindi via al valzer degli insulti tout court nei confronti degli stranieri, anche se buona parte di loro fugge da conflitti spesso dovuti all’ingerenza dell’occidente. Via con le proposte di autodifesa: dalle fucilate alle più classiche “mazzate”, dalle ronde di quartiere ad incitazioni alla lapidazione o a bruciare vivi gli arrestati.
Dulcis in fundo la più “classica” misura della castrazione chimica, rilanciata da un movimento politico che dello sfruttamento dell’odio sociale pare aver fatto un metodo di crescita del consenso.
Bisogna dirlo: ahinoi, una tale reazione non stupisce affatto, anzi era più che prevedibile. Che buona parte dei commenti dei brindisini fosse di questo tenore lo si poteva ipotizzare, in quanto, probabilmente, in linea con il pensiero mediamente diffuso nel paese. Alimentato, sicuramente, dal duro contesto storico-sociale in cui stanno vivendo gli italiani in questi anni, ma non per questo giustificabile.
Il problema è che, condizionati dal momento di enorme crisi che si sta vivendo, nonché dall’uso strumentale del problema da parte di una certa informazione, si rischia fortemente di perdere di vista l’obbiettivo, che in questo caso non è la nazionalità ma il singolo comportamento di chi compie atti fuori dalla legge.
Provocatoriamente, si può pensare che sia necessario tornare ad essere bambini per poter giudicare, o classificare, con la stessa ingenuità di chi divide il mondo tra buoni e cattivi, senza razza, colore o nazionalità di alcun tipo.
Sia chiaro: non c’è alcuna voglia di essere buonisti o di non vedere i problemi. Il tema dell’immigrazione costante e ingestibile esiste e deve essere trattato in maniere responsabile dal Governo nazionale e dalle istituzioni europee. Ma i cittadini devono comprendere che la guerra tra poveri è dannosa e controproducente, oltre che stupida. Per una chiara dimostrazione basta riprendere la cronaca locale di Milano, dove lunedì scorso un cittadino libico di 33 anni è stato investito con un Suv da un italiano, dopo aver tentato di salvare, assieme a un amico marocchino, una donna che stava subendo un’aggressione.
Un fatto rilevante, ma, ovviamente del tutto trascurato da buona parte della stampa nazionale e, soprattutto, della politica che, quando vuole, su questi fatti di questi tipo, è in grado di camparci per settimane. Sfortunatamente però, questa volta i protagonisti giocavano a ruoli invertiti: come spesso accade, il buono non era l’italiano. Ma, ovviamente, non ditelo a Matteo Salvini.

articolo-26

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 01/03/2017 da in Articoli su Brindisi, Pensierisparsi con tag , , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: