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La città vecchia rinasce sui social

Se c’è un (triste) record che la nostra città detiene, questo è senza dubbio legato alla rapidità e alla scelleratezza con cui, negli ultimi decenni, è stata messa mano al tessuto urbano, partendo dal centro e dai suoi luoghi più storici. Tuttavia a farci scoprire come sia cambiata la nostra città nel corso dei decenni, ci pensa sempre più lo strumento del web.
Da un bel po’ di tempo, infatti, i social network – in primis la piattaforma facebook – pullulano di gruppi che raccolgono ricordi e immagini del passato. Di una Brindisi, ahinoi, ormai andata, e visibile solo in vecchie foto d’epoca. Si va dalle immagini raffiguranti l’ingresso degli studenti nell’ex Collegio Navale Tommaseo, alle foto della distruzione delle Sciabiche per la conseguente costruzione della Fontana del Duce e del complesso di Piazza Santa Teresa.
Una operazione per nostalgici, dunque? Non del tutto, perché a commentare, condividere e pubblicare le immagini, sono un po’ tutti: dai più anziani che – talvolta – hanno vissuto le storie e i luoghi immortalati nelle vecchie pellicole in bianco e nero, fino ai più giovani, incuriositi ed entusiasti di una città ormai scomparsa.
L’elenco è lungo, così – forse – come il cattivo sangue che probabilmente intacca ogni brindisino alla vista delle bellezze cittadine andate distrutte per la mala gestione dei nostri amministratori.
Tra le immagini più in voga, ovviamente, quelle del famoso Teatro Verdi, storica casa della musica cittadina. E poi la gloriosa Torre dell’orologio, all’angolo tra via Rubini e via Filomeno Consiglio, il vecchio edificio del Municipio, splendida palazzina con annesso giardino d’ingresso e, per rimanere in zona, il Palazzo del Banco di Napoli, elegante struttura che spiccava all’angolo di Piazza della Vittoria.
Insomma nei gruppi tematici, o nei profili di singoli utenti, la città sembra risorgere tornando allo skyline più classico, senza quegli orrendi pallazzoni a sei piani presenti a bizzeffe sui tre Corsi cittadini o raccontando l’allegro e fiorente periodo degli anni cinquanta e sessanta. Quello delle gare di Lambretta sul lungomare, del ristorante Desiree’ – posto sul terrazzo dove oggi vi è l’Autorità portuale – o delle splendide serate al Club Estoril, ormai triste rudere tra i ruderi in località Sciaia.
Scorci di vita quotidiana che si fondono con l’agglomerato urbano, anch’esso mutato nel tempo.
Ma non solo: le tante foto presenti online scatenano dibattiti, ricordi o, addirittura ritrovamenti di luoghi e persone dimenticate. C’è chi rintraccia il vecchio negozio di famiglia o che individua il ristorante dove si celebrò il matrimonio di suo padre.
Insomma, sono i cambiamenti urbanistici a raccontare la storia della città ma anche dei suoi abitanti.
E fa piacere constatare che, in un mondo sempre più digitalizzato, il web trova una sua funzione storica, divenendo una miniera di immagini antiche o semplicemente “vecchie”, comunque bellissime. A riprova cercare su Youtube i tanti video della vivissima Brindisi negli anni settanta. Immagini che fanno incetta di visualizzazioni e che raccontano di una città trafficata, invasa dai turisti e dai traghetti, piena di insegne pubblicitarie, di agenzie marittime e di negozi stracolmi.
Sembra passata un’eternità se pensiamo ai deserti urbani che contraddistinguono i Corsi degli ultimi anni.  Eppure è sempre lei: la nostra città.

 

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il 10/03/2017 da in Articoli su Brindisi con tag , , , , .
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