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Disfattisti e incivili uniti per Brindisi

Senza scomodare la grande letteratura internazionale dedicata al tema, basterebbe citare una famosa pubblicità con Tonino Guerra che ricordava come l’ottimismo fosse il profumo della vita.
Un profumo che da noi stenta ad avvertirsi, se pensiamo alle abituali critiche e agli enormi dibattiti che accompagnano qualunque evento cittadino: dai concerti alle crociere, dai negozi aperti ai corsi chiusi.
Ogni minima iniziativa in città sembra non star mai bene al brindisino medio, laureato ad honorem nella critica da fermo: quella di chi dice sempre la propria senza mai sporcarsi le mani.
Accade anche in questi giorni in cui sul web si parla del post uno maggio al parco Cillarese.
Se da una parte ha fatto notizia, in positivo, il grande successo per la giornata di musica e relax tenutasi nel grande punto verde cittadino, dall’altra si è alimentato un enorme dibattito dopo la pubblicazione di alcune foto che ritraevano lo spettacolo indecoroso dei rifiuti apparsi a margine della manifestazione.
In poche ore le immagini dell’inciviltà diffusa hanno fatto il giro dei social ma l’impressione personale è che si sia creata la classica tempesta in un bicchiere d’acqua.
Non credo serva ricordare quale sia la consuetudine a margine delle manifestazioni nel nostro paese: di piatti e vassoi, di bottigliette e vetri rotti. Da Rimini a Roma, passando per Napoli e Piacenza: ovunque il day after dei grandi eventi, pubblici o privati che siano, comporta una mole di lavoro non indifferente per gli operatori ecologici.
A Roma, l’alba successiva al “Concertone” è un vero e proprio campo di battaglia dove ai soliti rifiuti si aggiungono le cose più strane: resti di tende, vestiti, scarpe e così via. Non solo entro la mattinata tutto viene ripulito ma, soprattutto, mai nessuno si è sognato di indignarsi o scrivere articoli di denuncia sul tema.
Chiariamoci: che l’inciviltà di una buona parte di brindisini sia lampante è un dato di fatto e, come sottolineato più volte in queste pagine, tocca alle istituzioni locali battersi per la crescita culturale del cittadino o quantomeno aumentare proporzionalmente i controlli e le sanzioni. Ma non si può non considerare che la sporcizia e i rifiuti siano una normale conseguenza di un grande evento con migliaia di persone. Piaccia o no. L’importante è l’intervento successivo di pulizia.
E quando qualcuno degli organizzatori parla di una città in guerra, beh, non ha tutti i torti. La si può pensare come si vuole verso l’attuale amministrazione (e da questa rubrica le critiche non mancano mai) ma non si può strumentalizzare ogni singolo evento per piccole beghe locali.
Non si capisce che, così facendo, si rischia di mortificare il lavoro di chi in questa città ci crede davvero.
Dei tanti brindisini che, pur potendo investire fuori città, decidono di impegnarsi sul territorio. Di quei piccoli-medi imprenditori che, nonostante i problemi sociali, politici e complessivi della città, imperterriti, sperano ancora di poter fare impresa e creare eventi di livello. Succede ogni settimana, dal centro alla litoranea. E non si comprende che, alla fine, a perderci è la città intera. Sorpassata, a doppia velocità, dalle realtà della provincia e sempre più lontana dal ricco Salento.
Prima lo capiremo e meglio sarà. Per tutti, pessimisti compresi.

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